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Sold out il teatro degli Animosi di Marradi per “Il Malato immaginario”

Posted On 05 Mag 2024
By : Irene De Vito
Comment: 0
Tag: Il malato immaginario, marradi, per non perire d'inedia

MARRADI – Il teatro è un autentico sistema educativo che veicola:valori, cultura, sentimenti ed emozioni.

Già dal VI secolo A.C., nelle polis greche venivano rappresentate cerimonie religiose in onore di Dionisio, i cui partecipanti indossavano costumi e maschere, e proprio ad allora si fa risalire l’origine del teatro. Ha sempre poi continuato ad accompagnare la vita politica e religiosa dell’uomo arricchendosi con attrezzi, scene, arredi, scenografie, costumi, maschere….,divenendo espressione prioritaria dell’animo umano, dove si incontrano in un patto inscindibile attore e spettatore, generando crescita e conoscenza di se stessi.

Anche i Marradesi ,recependo l’importanza del Teatro come identità culturale del territorio, alla fine del 1700, su commissione dell’Accademia degli Animosi, costituita dalle famiglie gentilizie locali, fanno costruire dall’Impresa Mughini di Como il Teatro Animosi che pur fra mille vicissitudini e restauri rappresenta ancora oggi il Centro Culturale per eccellenza del Paese.

Attorno al teatro si sono incontrate intere generazioni che hanno dato vita alle più varie rappresentazioni: un ricordo particolare va , nei primi anni ’60 , ai “Marradacci” di Pier Luigi Nieddu, spettacoli che in modo allegro e leggero rappresentavano in chiave umoristica pregi e difetti del paese e dei suoi cittadini. Se idealmente Pier Luigi Nieddu raccolse il testimone della satira da Anacleto Francini, la sua esperienza generò altre iniziative e negli anni ’80 il Maestro Renato Ridolfi, con la moglie Ginette, continuò a tenere vivo lo spirito del teatro. Proprio dall’amicizia e dalla voglia di condividere questa passione nasce la “Compagnia di Inedia”.

I coniugi Ridolfi chiesero ad alcuni giovani marradesi, Enzo Lollini, Sandro Mercatali e Luca Mercatali, di partecipare a uno spettacolo di beneficenza per l’AVIS e quello fu proprio il piccolo seme che sarebbe diventato radice di una compagnia teatrale marradese stabile. Ben presto si aggiunsero altri giovani, Alessandro Mercatali e Roberto Visani, pieni di talento e ironia e nel maggio 1996 inizia la sua attività la nuova compagnia: già la scelta di un nome così originale fu la dimostrazione del piacere di divertirsi di divertire e di mettersi in gioco.

All’inizio del suo cammino la compagnia ha vissuto una importante collaborazione con Mina Maestrini, nata a Marradi ma che ha vissuto gli anni della vita lavorativa come costumista presso il Piccolo Teatro di Milano; la signora Mina donerà poi la sua ricca collezione di costumi al teatro marradese e ancora oggi sono un patrimonio del teatro stesso.

Sono trascorsi ventotto anni pieni di vivacità e collaborazioni con altre realtà del territorio che hanno prodotto ben 15 commedie e tanti spettacoli di varietà e improvvisazione, con situazioni paradossali basate anche sul nonsense, in realtà sempre molto pieni di significato.

Si sono alternati vari presidenti, fra tutti ricordiamo Maurizio Brunetti ,“Iccio”, con una fervida mente creativa, capace di spaziare nei ruoli più diversi, da regista , ad attore, a scenografo. Un’altra tappa importante ,quando era presidente Andrea Sartoni è stata la gestione diretta del Teatro , in quegli anni oltre alle rappresentazioni la Compagnia ha organizzato serate musicali e da ballo, eventi culturali, mostre e collaborazioni con altre Compagnie.

E la storia continua…….E’ proprio in calendario in questi giorni una nuova Commedia, appartenente al teatro classico, “Il Malato Immaginario” di Moliere; sono programmate quattro serate a Marradi, il 3-4-10 e 11 maggio e il 23 maggio al Teatro Giotto di Borgo San Lorenzo.

I marradesi hanno accolto il nuovo lavoro col solito entusiasmo e le serate risultano sold out. L’opera scritta nell’ultimo anno di vita di Moliere è quasi un’autobiografia del drammaturgo, intrisa di profondo realismo, infatti il protagonista si presenta come un classico personaggio farsesco ma i suoi ragionamenti lucidi nel mostrare cinismo e disillusione esprimono un’aspra denuncia della società del tempo.

Al termine della prima serata, il regista Marco Lo Cascio nel ringraziare il pubblico e gli attori che veramente con bravura sono diventati un unicum coi loro personaggi, ha voluto ancora una volta ribadire la vera forza della Compagnia, oggi come all’inizio del suo cammino: è lo spirito di condivisione che ha visto lavorare insieme un gruppo di 25 persone, di età fra i 15 e i 60 anni: studenti , lavoratori, pensionati che hanno creato quattro laboratori: scenografia, recitazione, sartoria, trucco e acconciatura. Il progetto ha richiesto otto mesi di preparazione e come sempre ha saputo unire le varie generazioni, c’è chi era alla prima esperienza e chi faceva parte delle radici iniziali, consolidando rapporti umani già esistenti e creando nuove amicizie.

Il risultato di questo impegno piacevole, ma anche faticoso, è ancora una volta tangibile, nell’accogliente teatro degli Animosi dove i molti spettatori hanno potuto divertirsi e ridere, ma anche riflettere, in quanto il teatro in ogni tempo è sempre un pezzettino delle mille sfaccettature dell’animo umano.

Fedora Anforti
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 Maggio 2024

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